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venerdì 4 giugno 2010

CONVERSAZIONE CON UNA PIETRA



Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un'occhiata,
respirarti come l'aria.

- Vattene - dice la pietra. -
Sono ermeticamente chiusa.
Anche fatte a pezzi
saremo chiuse ermeticamente.
Anche ridotte in polvere
non faremo entrare nessuno.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Vengo per pura curiosità.
La vita è la sua unica occasione.
Vorrei girare per il tuo palazzo,
e visitare poi anche la foglia e la goccia d'acqua.
ho poco tempo per farlo.
La mia mortalità dovrebbe commuoverti.

- Sono di pietra - dice la petra -
e devo restare seria per forza.
Vattene via.
Non ho i muscoli per ridere.
Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Dicono che in te ci sono grandi sale vuote,
mai viste, belle invano,
sorde, senza l'eco di alcun passo.
Ammetti che tu stessa ne sai poco.

- Sale grandie vuote - dice la pietra -
ma in esse non c'è spazio.
Belle, può darsi, ma al di là del gusto
dei tuoi poveri sensi.
Puoi conoscermi, però mai fino in fondo.
Con tutta la superficie mi rivolgo a te,
ma tutto il mio interno è girato altrove.

Busso alla pirta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l'eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.
E come prova d'esserci davvero stata
porterò solo parole,
a cui nessuno presterà fede.

- Non entrerai - dice la pietra. -
Ti manca il senso del partecipare.
Nessun senso ti sostituirà quello del partecipare.
Anche una vista affilata fino all'onniveggenza
a nulla ti servirà senza il senso del partecipare.
Non entrerai, non hai che un senso di quel senso,
appena un germe, solo una parvenza.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
Non posso attendere duemila secoli
per entrare sotto il tuo tetto.
- Se non mi credi - dice la pietra -
rivolgiti alla foglia, dirà la stessa cosa.
Chiedi a una goccia d'acqua, dirà come la foglia.
Chiedi infine a un capello della tua testa.
Scoppio dal ridere, d'una immensa risata
che non so far scoppiare.

Busso alla porta della pietra.
- Sono io, fammi entrare.
- Non ho porta - dice la pietra.


Wislawa Szymborska

9 commenti:

MaestraLaura ha detto...

dico solo WOW...bellissima!

ARIS ha detto...

Ciao MaestraLaura :)
sono contenta che ti piaccia, la Szymborska è una delle mie poetesse più adorate, amate, sentite...ho comprato da poco un grosso libro con tutte le sue poesie (fino al 2009) e ogni tanto ne leggo qualcuna. e qualche sera fa, prima di andare a dormire, ho letto questa, che mi è piaciuta così tanto da non poter fare a meno di condividerla con tutti voi.
:)

encaracolada ha detto...

beautiful!

Pepi ha detto...

Preciosa ilustración y preciosa histori. Besitos.

lillo ha detto...

molto zen. è un lato di te che non conoscevo. non la poetessa, avrei giurato che ti piacesse, quanto la scelta della poesia.

ARIS ha detto...

Ci sono lati di noi che nascondiamo...per difesa, e che ogni tanto lasciamo che vengano a galla...eppure avrei detto che tu questa cosa l'avevi vista ;P

lillo ha detto...

dici, mah forse sì, è che ultimamente mi dimentico le cose. starò mai invecchiando??

prometto di riscoprirti tutta quanta il prima possibile, dalle punte delle stelle ai piedi... ;)

ARIS ha detto...

si, stai invecchiando :) però sei sempre lo stesso, dalla punta delle stelle ai piedi ;P

giardigno65 ha detto...

bellissima !